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’Se questo è un uomo’
Relazione a cura di alcune allieve di 5^M

 

Nelle vicinanze della giornata della memoria, in cui si ricorda l’esperienza vissuta dai deportati ad Auschwitz, la classe 5M dell’ITCG Compagnoni ha scritto una relazione con riflessioni personali, dopo aver letto la testimonianza riportata dallo scrittore italiano Primo Levi contenuta nel libro “ Se questo è un uomo”. In questo sito, vengono riportate alcune delle relazioni svolte dagli studenti.

As we are closer to the day of the memory, in which we remember the experience lived by the (deportati) to Auschwitz, the class 5M of ITCG Compagnoni wrote a relation with personal reflections, subsequently the reading of the testimony written by Primo Levi contained in the book “Se questo è un uomo”. In this site, some relations made by the students are related.


Il libro “Se questo è un uomo” dell’autore Primo Levi è una testimonianza sconvolgente e agghiacciante sull’inferno del Lager, il prodotto del sistema nazista. Egli scrive questo libro per far riflettere tutti gli uomini sul senso della sua esperienza, in quanto essa è al limite della vita umana. Primo è un giovane di 24 anni quando viene catturato dalla Milizia il 13 dicembre 1943 e all’interrogatorio a cui viene sottoposto egli dichiara di essere ebreo. Per questo viene fatto prigioniero e, insieme ad altri 650 ebrei, inizia il suo viaggio verso il campo di concentramento di Auschwitz. (Jessica Gualandi)

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Quando le portiere si aprirono, i tedeschi ordinarono di disporre i bagagli lungo il treno, successivamente dieci SS, con un cattivo italiano, smistarono i deportati interrogando solo qualcuno, ponendo domande relative all’età e alle condizioni di salute « Quanti anni ? Sano o malato ? ». In base alla risposta del deportato, venivano date due diverse direzioni. Quelli che erano considerati uomini validi, furono destinati a lavorare utilmente per il Reich, gli altri uomini, donne, bambini, vecchi, furono inghiottiti dalla notte. (Silvia Sangiorgi)

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Fra i vari internati del lager, criminali comuni e politici, gli ebrei sono quelli più disprezzati e maltrattati. Ogni giorno sono sottoposti ad un lavoro in condizioni di schiavitù alla fabbrica di Monowitz (...). I prigionieri sostenuti solo da un pezzo di pane e un po’ di zuppa, vivono in baracche sovraffollate dove in una cuccetta devono dormire più persone. I prigionieri sono distrutti come esseri umani (...). (Valentina Valentini)

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All’interno della narrazione mi ha colpito notevolmente l’immagine con cui Levi rappresenterebbe il male del suo tempo ; egli non sceglie quella di un tedesco armato che impone ordini, ma quella di un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve sul cui volto non si legge alcuna traccia di pensiero. Circa tale aspetto, ritengo inoltre esemplare il fatto che Levi, nonostante l’atrocità dell’esperienza, non inserisca all’interno del racconto frasi di odio o rancore nei confronti dei suoi persecutori. Dimostra con questo atto forte coerenza con il suo obiettivo, quello di analizzare l’animo umano e non di formulare accuse contro qualcuno o qualcosa. (Elisa Cassani)

Levi si ammala di scarlattina nel gennaio 1945 pochi giorni prima dell’arrivo dei russi e questo gli salva la vita, infatti, tutti i prigionieri sani sono portati via e poi giustiziati per non lasciare testimonianza di ciò che si è compiuto, ma i malati dell’infermeria sono abbandonati al loro destino. (Valentina Valentini)

Il 27 gennaio 1945 i russi entrarono nel Lager. Il 27 gennaio è diventata la giornata mondiale del ricordo. Un giorno che ogni anno viene ricordato perché questa tragedia non accada mai più. (Silvia Sangiorgi)

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The book “If this is a man” by Primo Levi is a shocking and terrifying testimony about the concentration camp, the result of the nazi system. He wrote this book to make people think over his experience, because it was at the limits of human life. Primo was a 24-year-old young man when he was taken prisoner by the military force on 13th December 1943 and when he was interrogated he declared that he was a Jew. For this reason he began his travel to Auschwitz concentration camp with other 650 Jews.(Jessica Gualandi)

When the carriage doors opened, the Germans ordered to put the luggage along the train, then the SS divided the deported people asking questions about age and health conditions in a bad Italian and only to someone “How old are you ? Healthy or sick ?”. According to the answers of the deported two different directions were given : those who were considered able-bodied men were addressed to work for the Reich, the other men, the women, the children and the old people were swallowed up by the darkness of the night.(Silvia Sangiorgi)

Among the people who are interned in the concentration camp, common and political criminals, the Jews are the most despised and ill-treated. Every day they are subjected to work in slavery conditions at Monowitz’s factory (...). The prisoners, sustained only by a piece of bread and a little soup, live in overcrowded barracks where more people must sleep in a bunk bed. The prisoners are devasted human beings (...)(Valentina Valentini) Reading the book I was impressed by the image with which Levi would represent the evil of his time : he doesn’t choose the image of a German soldier who give orders, but that of a skinny man, with his forehead and shoulders bent and we cannot detect any thoughts on his face. I think it is exemplary the fact that, despite the atrocity of his experience, Primo Levi doesn’t write in his story any words of hatred or grudge against his persecutors. In this way he behaves consistently with his aim : he wants to analyse the human soul and he doesn’t want to charge anybody or anything.(Elisa Cassani)

Primo Levi fell ill with scarlet fever in January 1945, a few days before the arrival of the Russians This saved his life because all the healthy prisoners were taken away and executed in order not to leave evidence of what had happened, but the sick people in the infirmary were left to their fate.(Valentina Valentini)

On 27th January 1945 the Russians entered the concentration camp. January 27th has become the International Holocaust Remembrance Day, a day that is commemorated every year because this tragedy should not happen any longer. (Silvia Sangiorgi)

Per continuare la lettura in italiano

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Publié le lundi 28 avril 2008

 
 
 
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